Il primitivismo-tecno di Marni

La quinta giornata di questa Milano Moda Donna Autunno/Inverno 2018-2019, che sta per concludersi, inizia con un invito alla riflessione da parte del designer Francesco Risso, creative director di Marni, sulla condizione umana, costantemente in contrasto tra natura e tecnologia. 

La riflessione di Risso è constatabile sin dalla prima uscita in passerella, che denota capi composti da tessuti all’avanguardia ma dalle rifiniture incompiute; impunture e orli incompleti infondono quel senso di non finito e acerbo che imita la natura. 

Fibre naturali nella pelle degli accessori, come la piccola handbag in coccodrillo con manico in corda, la stessa corda che ciondola ai lati delle maxi cinture ricordando il movimento oscillatorio delle code degli animali.  

Stampe in pitone colorato su rigide gonne e cappotti half and half (che accontenteranno le più indecise) spiccano in questa nuova linea, e un nuovo effetto ottico animalier – contraddistinto da tanti musi di gatto messi insieme – si posa su cappotti, emblematico quello blu elettrico, e gonne a portafoglio a cui sono abbinate bluse kimono. 

Il tutto si contrappone agli outfit color block composti da maglieria super stretch, parka in nylon e linee over che si legano al filo del primitivismo grazie agli accessori. Per Marni immancabile è l’alta bigiotteria: orecchini, bracciali e collane tubolari al collo, in legno, oro, metallo, e addirittura lunghissime piume indossate come orecchini. 

Colori e stampe si intrecciano asimmetricamente nella collezione, che termina con degli abiti in paillettes multicolor dai profondi scolli e gonne con spacco da vera diva. Ma il dilemma rimane, natura e tecnologia convivranno mai così bene insieme? 

 

di Pamela Romano 

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