Per la Primavera/Estate 2027, Peter Copping parte dalle donne. Non da un’unica musa, ma da un insieme di personalità appartenenti a epoche e mondi differenti: Anjelica Huston, Pina Bausch, Tina Chow, Thelma Golden, Lee Miller e naturalmente Jeanne Lanvin.
La collezione, presentata il 2 ottobre alla Paris Fashion Week, nasce proprio dall’osservazione di questi caratteri differenti. Copping non cerca di riprodurne letteralmente lo stile, ma utilizza fotografie, atteggiamenti e dettagli personali per immaginare un guardaroba capace di accompagnare donne diverse.
Jeanne Lanvin rimane il punto di riferimento principale. Il suo modo di vestire, spesso costruito intorno al contrasto grafico tra nero e bianco, ritorna nella SS27 come filo conduttore di una collezione sofisticata ma volutamente priva di rigidità.
Il tailoring perde la sua severità
La sfilata si apre con cappotti stretti e fluidi dai colli sciallati, indossati sopra pantaloni morbidi. Seguono tuniche allungate, completi e silhouette costruite attraverso linee pulite che accompagnano il corpo senza imprigionarlo.
È un tailoring che conserva precisione ma rinuncia alla durezza. Le giacche si stringono delicatamente in vita, i pantaloni mantengono un movimento naturale e anche i peplum, tornati protagonisti sulle passerelle parigine, vengono interpretati da Copping in maniera controllata.
Persino gli shorts dal cavallo basso assumono quasi l’aspetto di gonne, confondendo le categorie tradizionali del guardaroba e contribuendo alla sensazione di fluidità che attraversa la collezione.
L’archivio di Jeanne Lanvin torna attraverso i dettagli
Il dialogo con il passato emerge soprattutto attraverso materiali e decorazioni. Esplorando l’ufficio della fondatrice, Copping ha recuperato tessuti indiani caratterizzati da motivi geometrici complessi, utilizzandoli come punto di partenza per nuove lavorazioni.
I colori originali vengono eliminati, lasciando spazio a composizioni più grafiche arricchite da piccoli specchi. Questi elementi diventano plastron removibili applicati sugli abiti da sera, permettendo alla decorazione di trasformare completamente una silhouette senza diventarne necessariamente una parte permanente.
Anche pizzi, paillettes e costruzioni geometriche recuperano la ricchezza artigianale storicamente associata alla Maison. L’archivio non viene però utilizzato per ricostruire fedelmente il passato: diventa una riserva di idee da scomporre e riportare nel presente.
Nero, bianco e rosso costruiscono una nuova eleganza
La palette rimane prevalentemente essenziale. Nero, avorio e tonalità neutre permettono di mettere in evidenza tagli, drappeggi e lavorazioni, mantenendo quel carattere grafico che appartiene alla storia di Lanvin.
Il rosso interrompe improvvisamente questa sobrietà, comparendo in look monocromatici e negli accessori. Anche le calzature introducono accenti cromatici più decisi: le scarpe rosse richiamano direttamente Pina Bausch, mentre giallo e altre tonalità sature spezzano l’equilibrio dei look più scuri.
Per la sera, la costruzione diventa più preziosa. Pizzi a contrasto, trasparenze, paillettes geometriche e gonne allungate riportano l’attenzione sulla tradizione dell’abito Lanvin, ma senza trasformarlo in un esercizio nostalgico.
Lanvin pensa agli abiti come futuri ricordi
La Primavera/Estate 2027 consolida il metodo con cui Peter Copping sta ricostruendo l’identità contemporanea di Lanvin. Il designer non cerca una reinvenzione radicale della Maison, ma lavora attraverso osservazione, archivio e costruzione del prodotto.
Il risultato è un guardaroba femminile e sofisticato che non dipende da un’unica immagine di donna. Ogni riferimento può appartenere a un’epoca diversa, ma tutti confluiscono in capi pensati per durare oltre la stagione.
È qui che emerge uno degli aspetti più interessanti della SS27: l’idea del vestito come futuro heirloom, qualcosa che oggi appartiene alla quotidianità di una donna e domani potrebbe diventare parte della memoria di un’altra. Un concetto particolarmente naturale per Lanvin, Maison nata nel 1889 e costruita fin dall’inizio intorno al rapporto tra moda, donne e generazioni.
