Givenchy SS27: Sarah Burton cerca equilibrio e chiarezza attraverso il taglio

Givenchy presenta la SS27 di Sarah Burton alla Paris Fashion Week, tra tailoring preciso, pelle, drappeggi, forme scultoree e una nuova idea di femminilità.

a cura della Redazione

Per la Primavera/Estate 2027, Sarah Burton parte da una domanda legata direttamente al presente: come ritrovare equilibrio in un mondo attraversato da prospettive molteplici e da un movimento continuo?

La risposta arriva attraverso gli strumenti più essenziali della moda. Taglio, silhouette e costruzione diventano il punto di partenza di una collezione che cerca chiarezza eliminando ciò che non è necessario. Ogni capo è progettato con precisione quasi ingegneristica, ma il rigore non coincide mai con la rigidità.

Alla sua terza sfilata per Givenchy, Burton sembra così consolidare ulteriormente il linguaggio sviluppato dal suo ingresso nella Maison: vestiti capaci di dare presenza al corpo senza sovrastare la donna che li indossa.

Il tailoring viene tagliato e ricostruito

La sartorialità rappresenta uno dei terreni principali della sperimentazione. Completi gessati, camicie e trench partono da archetipi conosciuti per essere progressivamente alterati attraverso sovrapposizioni, aperture e costruzioni inattese.

Le maniche possono estendersi sul busto e diventare parte della struttura stessa del capo, mentre un trench cropped viene tagliato e ricomposto fino a perdere la propria costruzione convenzionale. Anche i pantaloni vengono modificati attraverso pannelli e volumi aggiuntivi che sembrano moltiplicarne la silhouette.

È un guardaroba che conserva la precisione del tailoring maschile, ma la utilizza per costruire forme profondamente legate al corpo femminile.

La pelle diventa colore e sensualità

La pelle occupa un ruolo centrale nella SS27 e viene trattata quasi come un tessuto. Nero, giallo e diverse tonalità di azzurro trasformano il materiale in superfici grafiche e luminose.

Un body in pelle nera doppiato di giallo viene attraversato da zip sulle maniche e lungo i fianchi, mentre camicie e gonne in pelle utilizzano variazioni cromatiche per spezzare la silhouette. Le zip ritornano più volte come elementi funzionali e decorativi, introducendo una sottile energia punk all’interno del rigore Givenchy.

La sensualità non nasce però da una costruzione apertamente provocatoria. Burton lavora piuttosto sull’autonomia del corpo, alternando capi aderenti, aperture e superfici più ampie che permettono alla figura di occupare spazio.

Il drappeggio libera le forme

Alla precisione sartoriale si contrappone progressivamente una dimensione molto più fluida. Abiti e cappe in duchesse satin costruiscono grandi superfici drappeggiate, mentre rosa, blu cobalto, rosso e nero interrompono la severità delle prime silhouette.

Alcuni abiti strapless vengono trasformati da elementi metallici dorati che sembrano sostituire le maniche, facendo incontrare gioiello e costruzione sartoriale. Altrove, peplum sovradimensionati e ruches trasparenti amplificano il corpo attraverso forme volutamente esagerate.

Anche gli accessori partecipano alla stessa ricerca. Cinture di pelle annodate, grandi collane composte da elementi metallici, orecchini importanti e piccole minaudière ricoperte di frange introducono oggetti che non completano semplicemente il look, ma ne modificano direttamente la percezione.

Givenchy riflette la complessità delle donne

Nel finale, la collezione diventa più preziosa e artigianale. Ricami, frange di perline e motivi floreali si affiancano a riferimenti pittorici e a forme che evocano gli antichi maestri del Nord Europa.

Anche i copricapi realizzati con Stephen Jones seguono una logica apparentemente elementare: semplici T-shirt vengono attorcigliate intorno alla testa fino a trasformarsi in strutture scultoree. Un gesto quotidiano diventa così parte dell’immaginario couture della Maison.

È proprio questa capacità di passare dal rigore alla spontaneità a definire la Primavera/Estate 2027. Sarah Burton non cerca di costruire una sola donna Givenchy, ma un guardaroba abbastanza ampio da accoglierne identità e stati d’animo differenti. Precisione e libertà, struttura e drappeggio, protezione e sensualità convivono senza bisogno di risolversi in un’unica direzione.

Givenchy diventa così uno specchio della complessità femminile: non semplifica la donna per renderla più facile da raccontare, ma utilizza il vestito per darle lo spazio necessario a mostrarsi esattamente come vuole.

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