Per la Primavera/Estate 2027, Casablanca guarda al Brasile. Charaf Tajer costruisce “Amor e Progresso”, titolo che reinterpreta il celebre motto “Ordem e Progresso” della bandiera brasiliana sostituendo l’ordine con l’amore e trasformandolo nel manifesto della collezione.
Il legame con il Paese passa innanzitutto attraverso Oscar Niemeyer. Lo show viene presentato all’Espace Niemeyer di Parigi, sede progettata dall’architetto brasiliano per il Partito Comunista Francese e luogo che appartiene anche ai ricordi personali di Tajer: crescendo a Belleville, il designer osservava spesso quell’edificio senza conoscerne ancora la storia.
Tornarci con Casablanca mette quindi in relazione passato e presente, Parigi e Brasile, esperienza personale e immaginario collettivo. Le curve moderniste dell’architettura entrano nel linguaggio della collezione, mentre al centro dello spazio viene ricostruito un frammento di vegetazione amazzonica.
Il calcio incontra il guardaroba resort
Casablanca abbandona qualsiasi interpretazione discreta del Brasile e ne abbraccia apertamente alcuni dei simboli più riconoscibili. Il calcio entra in passerella attraverso maglie rétro, cappellini verdi e gialli e riferimenti alle divise sportive, inseriti nel tradizionale universo resort del brand.
Lo sportswear viene però continuamente contaminato dal tailoring e dalla sensualità. Giacche più costruite convivono con shorts, polo in maglia, camicie fluide e capi pensati per la spiaggia, mentre il guardaroba maschile e quello femminile condividono colori, stampe e lavorazioni.
Anche i boardshort con allacciatura rétro e la presenza di una tavola da surf spostano l’immaginario verso la costa brasiliana. Sport e vacanza finiscono così per appartenere allo stesso universo, mantenendo quella sensazione di evasione permanente che accompagna Casablanca fin dalle sue origini.
Il crochet ridisegna il corpo
Il crochet è uno dei grandi protagonisti della SS27. Motivi circolari e spiraliformi vengono assemblati per costruire top, gonne, abiti halter e costumi, creando superfici che lasciano intravedere il corpo e trasformano una tecnica tradizionale in elemento grafico.
La sensualità balneare viene amplificata dalle silhouette aderenti e dalle aperture, ma convive con forme più rilassate e con la fluidità delle celebri camicie in seta della Maison.
Anche le orchidee tropicali attraversano la collezione. Ricamate e tridimensionali, compaiono su bustier con frange, abiti e altri capi fino al look finale, dove il fiore diventa parte integrante della costruzione di un abito monospalla.
Verde e giallo accendono la passerella
La palette porta immediatamente verso il Brasile. Verde, giallo e crema vengono combinati attraverso quadri e sfumature, mentre tonalità tropicali più sature attraversano stampe, maglieria e completi.
T-shirt, polo e shorts knitted vengono trattati con gradienti cromatici che fanno scivolare un colore nell’altro. Accanto alle superfici più luminose compaiono inserti effetto pitone su tracksuit e giacche di pelle, aggiungendo una componente più urbana all’immaginario balneare.
Le stampe tropicali e lo scarf dressing completano questo gioco di sovrapposizioni. Casablanca continua così a utilizzare il colore come elemento identitario, ma nella SS27 lo lega direttamente a un luogo, costruendo una visione volutamente esuberante e immediata del Brasile.
Tra Niemeyer e Copacabana, Casablanca continua il viaggio
“Amor e Progresso” riunisce molte delle ossessioni che hanno costruito l’identità di Casablanca: viaggio, sport, architettura, natura, lusso rilassato e una visione quasi cinematografica della vacanza.
Questa volta Charaf Tajer le porta tra l’architettura modernista di Niemeyer, la vegetazione dell’Amazzonia, il calcio e l’energia di Copacabana. Non cerca una rappresentazione minimalista del Brasile, ma ne amplifica colori e simboli attraverso il filtro estetico della Maison.
La Primavera/Estate 2027 diventa così una nuova tappa nel viaggio permanente di Casablanca. Un guardaroba ottimista e sensuale in cui l’idea di progresso evocata dal titolo non passa attraverso la cancellazione del passato, ma attraverso il movimento: continuare a viaggiare, assorbire nuovi riferimenti e trasformarli in qualcosa di personale.
