Nel lusso contemporaneo il valore di un accessorio non si misura soltanto nella sua lavorazione o nella sua esclusività, ma nella storia che riesce a costruire con chi lo indossa. Con “Il Mio”, Bottega Veneta trasforma la borsa in un’estensione della personalità, raccontando un dialogo intimo tra oggetto e proprietario attraverso una serie di ritratti firmata dal fotografo Drew Vickers sotto la direzione creativa di Louise Trotter. Più che una campagna, è una riflessione sul significato dell’appartenenza e sull’eleganza destinata a durare nel tempo.
“Il Mio”: un nome, una dichiarazione d’intenti
L’espressione italiana Il Mio significa letteralmente “ciò che mi appartiene”, ma nella visione di Bottega Veneta assume un significato molto più profondo. Le borse non vengono presentate come semplici accessori di moda, bensì come oggetti destinati ad accompagnare la vita di chi le sceglie, acquisendo valore attraverso l’uso, i ricordi e il tempo.
La serie fotografica mette così al centro il rapporto personale tra individuo e creazione artigianale, raccontando come un oggetto di lusso possa diventare parte della propria identità e, un giorno, essere tramandato alle generazioni successive.
Cinque icone tra archivio e contemporaneità
La campagna riunisce alcune delle silhouette più rappresentative della maison accanto a nuove interpretazioni dell’Intrecciato. Protagoniste sono la Mini Andiamo, simbolo di dinamismo e libertà di movimento; la storica Lauren 1980, resa celebre dal film American Gigolo; la Madison, ispirata all’energia di New York; e le nuove Baby Campana e Baby Barbara Tote, che reinterpretano l’eredità artigianale del marchio con uno sguardo contemporaneo.
Ogni modello racconta un capitolo diverso della storia di Bottega Veneta, mantenendo come filo conduttore la qualità della lavorazione manuale e l’inconfondibile intreccio che da decenni rappresenta il DNA della maison.
L’artigianalità come linguaggio personale
Sotto la direzione creativa di Louise Trotter, la campagna abbandona ogni eccesso spettacolare per privilegiare autenticità e naturalezza. L’obiettivo di Drew Vickers cattura i protagonisti insieme alle loro borse, mostrando come ogni creazione assuma una personalità diversa a seconda di chi la porta.
In questo modo il celebre Intrecciato non è soltanto una firma estetica, ma diventa il simbolo di un lusso discreto, costruito sulla qualità dei materiali, sulla maestria artigianale e su un’eleganza destinata a evolversi con il tempo.
Il nuovo lusso è quello che resta
In un panorama dominato da collezioni sempre più veloci e tendenze passeggere, Il Mio propone una visione opposta. Bottega Veneta sceglie di raccontare il valore della permanenza, invitando a considerare la borsa come un investimento emotivo oltre che estetico.
È una filosofia che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici, riaffermando come il vero lusso risieda nella capacità di creare oggetti destinati a durare, accompagnare e raccontare chi li possiede.
