Patente, libretto e, presto, anche un indirizzo digitale. La burocrazia dell’automobile potrebbe cambiare volto con la riforma del Codice della Strada, che nel testo attualmente in discussione introduce il domicilio digitale per i proprietari di auto e moto. In concreto, una PEC registrata nell’INAD potrebbe diventare indispensabile per effettuare alcune delle operazioni più comuni legate a un veicolo, dalla revisione al passaggio di proprietà. Una svolta che promette di rendere più rapide le comunicazioni con la Pubblica Amministrazione, ma che per il momento resta ancora sulla carta.
La PEC entra nel mondo dell’auto
Il cuore della proposta è semplice: associare ai proprietari di veicoli un domicilio digitale, ovvero un indirizzo elettronico certificato attraverso il quale ricevere comunicazioni con valore legale. Secondo il testo base, la PEC sarebbe richiesta per operazioni come immatricolazione, revisione, passaggio di proprietà, aggiornamento della carta di circolazione, reimmatricolazione e nazionalizzazione del veicolo. Non una semplice email, quindi, ma un nuovo tassello dell’identità digitale dell’automobilista.
Revisione e passaggio di proprietà: cosa potrebbe cambiare
La novità avrebbe conseguenze molto concrete. Se la disposizione venisse confermata nella versione definitiva, chi dovrà effettuare determinate pratiche potrebbe essere chiamato a comunicare un domicilio digitale valido. Per le auto già in circolazione, l’introduzione sarebbe progressiva: non significherebbe che milioni di italiani debbano aprire contemporaneamente una PEC, ma che il requisito entrerebbe in gioco nel momento in cui si effettua una delle operazioni previste.
Dalla raccomandata alla casella digitale
Dietro la proposta c’è soprattutto la volontà di accelerare la digitalizzazione della macchina amministrativa. La PEC permette infatti di certificare invio e consegna di un messaggio e ha valore legale analogo a quello di una raccomandata con ricevuta di ritorno. Per i cittadini l’iscrizione del proprio domicilio digitale all’INAD è già possibile volontariamente; ciò che cambierebbe sarebbe il suo utilizzo come requisito nell’ambito di alcune pratiche automobilistiche.
Per ora nessun obbligo: la riforma è ancora in discussione
Prima di correre ad aprire una PEC, però, c’è una precisazione fondamentale. La misura non è ancora entrata in vigore. Il testo della riforma è in fase di consultazione e il confronto con associazioni e operatori proseguirà fino al 13 settembre 2026. Solo successivamente sarà possibile conoscere la formulazione definitiva delle nuove regole. Per il momento, dunque, per il comune cittadino la PEC resta facoltativa: quella che si profila è una possibile trasformazione del rapporto tra automobilisti e Pubblica Amministrazione, ma bisognerà attendere il testo definitivo per capire come e quando diventerà realtà.
