Una vita trascorsa tra ricerca, medicina e attenzione verso i più fragili si è interrotta improvvisamente a Milano. Maurizio Bonati, medico e figura di primo piano dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, è morto a 72 anni in seguito a un tragico incidente avvenuto nella sua abitazione. Ricercatore, autore e protagonista del dibattito sulla salute pubblica italiana, Bonati lascia dietro di sé un percorso professionale costruito sulla convinzione che la scienza non possa essere separata dalla responsabilità sociale.
La tragedia nel giardino di casa
Il corpo senza vita di Bonati è stato trovato il 20 agosto nel giardino della sua abitazione in via Aldini, nel quartiere milanese di Quarto Oggiaro. Secondo una prima ricostruzione, il medico stava effettuando alcuni lavori di potatura quando sarebbe precipitato da una scala in alluminio alta circa tre metri e mezzo. Accanto al corpo è stato rinvenuto il seghetto che stava utilizzando. A dare l’allarme è stata la sorella, preoccupata perché non riusciva a mettersi in contatto con lui; una vicina ha poi fatto la tragica scoperta. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e la polizia.
Una vita dedicata alla ricerca e alla salute pubblica
Bonati è stato per anni uno dei protagonisti dell’Istituto Mario Negri, dove ha ricoperto ruoli di responsabilità nel Dipartimento di Salute Pubblica e nel Laboratorio per la Salute Materno Infantile. Il suo lavoro si è concentrato in particolare sulla tutela della salute dei bambini e delle persone più vulnerabili, senza dimenticare le conseguenze che guerre e conflitti producono sulle popolazioni. Un’attività scientifica accompagnata da un forte impegno civile e dalla volontà di portare i temi della medicina fuori dai soli ambienti accademici.
Dalla medicina alla divulgazione
Alla ricerca Bonati aveva affiancato una lunga attività culturale e divulgativa. Era direttore della rivista Ricerca & Pratica e collaborava con diverse realtà impegnate nella comunicazione scientifica. Nei suoi interventi tornavano frequentemente temi come l’infanzia, l’adolescenza, le disuguaglianze e i diritti delle persone fragili. Una visione della medicina che guardava quindi oltre la cura, interrogandosi sul rapporto tra salute, società e responsabilità collettiva.
Il ricordo dell’Istituto Mario Negri
La scomparsa ha suscitato profondo cordoglio nel mondo della ricerca. L’Istituto Mario Negri ha ricordato Bonati per le sue qualità umane e scientifiche, sottolineandone la passione per la ricerca e il contributo dato durante molti anni alla crescita dell’Istituto. Resta l’eredità di un medico che ha scelto di mettere conoscenza e ricerca al servizio delle persone, lasciando un segno che va ben oltre i confini del laboratorio.
