Musica oggi e Cervello

5 novembre 2018 • Psyco, Psyco&Sex

Musica oggi; un incontro con il nostro cervello e le nostre emozioni profonde

Qual è la percezione della musica oggi? Quando ascoltiamo della musica, la prima cosa che sentiamo è un’emozione fatta di sensazioni e colori. Sentire una buona melodia aiuta a calmare i battiti del cuore e a migliorare lo stato d’animo. Ma cosa avviene di preciso all’interno del nostro cervello? Sin dai tempi dei nostri antenati, l’uomo è stato attratto da quelli che erano i suoni; attraverso l’uso di strumenti che creano il suono, la musica si è sviluppata fino ad arrivare ad altissimi livelli di purezza acustica. La nostra psiche è sempre stata affascinata dalle melodie e risponde in modo automatico, provando piacere o fastidio, a seconda del tipo di suono ascoltato.

Tutto questo accade perché la musica può essere considerata come una facoltà del cervello a sé stante. Secondo Howard Gardner la musica è “l’emanazione di una specifica e distinta intelligenza”. Così come esistono un’intelligenza spaziale, una linguistica, una logico-matematica, una cinestesico-corporea e una intelligenza personale, così esiste un’intelligenza musicale. Sembrerebbe pertanto che il cervello possieda un substrato specifico, riservato ad essa, altamente specializzato e geneticamente programmato con l’unica funzione di comprenderla.

La musica come esercizio dell’intelligenza

Vi è però anche un’altra posizione, opposta a quella di Gardner, che è la posizione cognitivista. Per i cognitivisti, infatti, la musica è semplicemente un esercizio dell’intelligenza, un riflesso del funzionamento globale del cervello umano. A livello anatomico, i lobi temporali dell’emisfero destro e sinistro sono in grado di evocare esperienze musicali. In questo percorso temporale gli studiosi, ad oggi, sono concordi nell’individuazione di due principali livelli di organizzazione cerebrale attinenti la musica: la metrica e il ritmo. Parlando di repertorio musicale facciamo riferimento a quello che è il lessico musicale, contenente le rappresentazioni memorizzate di tutta la musica ascoltata nella propria vita. Una volta che il cervello ha riconosciuto il repertorio, può stabilire un giudizio di familiarità e riprodurre, volendo, il brano ascoltato.

Per quanto riguarda invece le emozioni procurate dalla musica, vengono coinvolte strutture cerebrali profonde quali l’amigdala ed il sistema limbico. Ecco perché la musica ci coinvolge così tanto. Al di sotto dell’ascolto musicale vi sono processi cerebrali complessi e interconnessi che coinvolgono diversi apparati e strutture. Grazie ad essi possiamo recepire, elaborare e godere di quelle che sono le diverse musiche e canzoni ascoltate, per cui…scegliete i brani che più vi attivano e che amate, a seconda dei vostri gusti cerebrali!

 

di Sabrina Burgoni

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