Margherita Giacobino e la sua Età Ridicola

1 ottobre 2018 • Books, Lifestyle

La trama

Torino. L’alba segna l’inizio di una nuova giornata. A scandire il tempo è lo schioccare artritico delle ossa della Vecchia e il ronfare delle fusa di Veleno. Gabriela prepara il caffè. La televisione racconta di nuove esplosioni, conteggia le morti, le decisioni politiche, annuncia il meteo. Dalla finestra si intravedono i tetti rossastri della città: questo, e molto altro, è l’Età Ridicola, l’ultimo romanzo di Margherita Giacobino pubblicato da Mondadori. Descrivendo giornate semplici e piene, alternando riflessioni profonde, disincantate e romantiche allo stesso tempo, sul senso della vita, dell’età e degli affetti, l’autrice racconta la vita della Vecchia – della quale non conosceremo mai il nome – e lo scorrere della sua esistenza. Le uscite in compagnia di Malvina, un’amica ormai svanita dalla demenza, le carezze date a Veleno, felino human-friendly, gli intrighi della giovane governante Gabriela, così lontana (e così vicina) alla protagonista.

Recensione

Un libro raffinato, sensibile e divertente che ci dona, tra le sue pagine, l’ennesimo ritratto di donna, così reale e poco artificioso, da rendere possibile al lettore immedesimarsi nelle vicende di una vecchia torinese e della sua combriccola. Entrando, lettori indiscreti, tra le mura domestiche dell’abitazione della vecchia, scopriamo un mondo nuovo e inaspettato, fatto di amicizie insolite, personaggi stravaganti e racconti bizzarri, raccontati dall’autrice attraverso intrecci di vite e persone, di tempo e di spazio, ironizzando su temi quali il vuoto, la solitudine e l’amore. E la vecchiaia non è mai stata così vera, divertente, saggia. Così, l’età ridicola è quella della Vecchia, è quella di Malvina, è quella di Gabriela. Ed è quella di ognuno di noi, posti di fronte, perennemente impreparati, alla vastità della vita, dei suoi scherzi e delle sue molteplici sfumature. Un libro accattivante, sobrio e scorrevole. Che tratteggia le vicende presenti, passate e a tratti oniriche, di una vita al crepuscolo, ma che ancora tenacemente e saldamente non smette di emozionare.

 

di Sara Pacella

[ssba]

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