La Madonna Litta, il genio di Leonardo torna a casa

8 Novembre 2019 • Art, Lifestyle

Dopo trent’anni, direttamente dall’Ermitage di San Pietroburgo, uno dei più grandi capolavori di Leonardo Da Vinci, torna finalmente a casa. Dal 7 novembre 2019 al 10 febbraio 2020, al Museo Poldi Pezzoli di Milano potrete ammirare La Madonna Litta, uno dei pezzi più celebri gelosamente custodito nel più grande museo nazionale russo.

Trent’anni di amore a distanza

Dopo quasi trent’anni passati nel più grande museo russo, l’Ermitage di San Pietroburgo, uno dei più celebri capolavori del genio di Da Vinci torna in modo del tutto eccezionale a Milano, al Museo Poldi Pezzoli di Via Manzoni. Grazie alla Fondazione Bracco e alla collaborazione di Pietro C. Marani e Andrea di Lorenzo, curatori della mostra, La Madonna Litta può finalmente tornare a casa, in Italia, per tre mesi.

Che l’evento sia capitato proprio quest’anno non è però un caso, ma più una perfetta occasione per celebrare nel migliore dei modi il cinquecentesimo anniversario della morte di Leonardo. Non solo La Madonna Litta, ma anche una ventina di opere di sì minore importanza, ma allo stesso tempo grandissima qualità, provenienti da collezioni pubbliche e private sparse per il mondo. Si tratta di dipinti e disegni datati fine Quattrocento, periodo in cui il Da Vinci si trovava ospite a Milano, presso la corte di Ludovico il Moro, svolti da Leonardo in persona o dai suoi allievi più vicini, da Giovanni Antonio Boltraffio a Marco d’Oggiono.

Milano, la casa della Madonna Litta

La Madonna Litta, il grande capolavoro di Da Vinci, è sicuramente molto affezionata alla città di Milano. Oltre ad esserci nata, nel 1490, nel capoluogo lombardo ha anche goduto della sua più grande fortuna, per passare poi, nell’Ottocento, ad essere il pezzo più pregiato della collezione d’arte privata dei Duchi Litta, custodita gelosamente nel palazzo di Corso Magenta. Ecco allora svelato anche il perché del suo nome.

Ad affiancare La Madonna Litta in questo suo “soggiorno milanese” sarà un’altra composizione di Leonardo, La Madonna col Bambino, dipinta da Giovanni Antonio Boltraffio a partire dai disegni preparatori del maestro, e da anni parte della collezione del Museo Poldi Pezzoli. Un’occasione perfetta per avvicinare due opere frutto dello stesso genio, che più di un secolo e mezzo fa fecero parte della stessa collezione privata, quella dei Duchi Litta.

L’influenza di Leonardo

Oltre alla Madonna Litta e alla Madonna con il Bambino, all’interno del Museo Poldi Pezzoli saranno presenti altre opere: un esempio fra tutti, la Madonna col Bambino di Marco d’Oggiono, di Francesco Napoletano e del Maestro della Pala Sforzesca, segno di quanto Leonardo e i suoi più stretti seguaci siano stati in grado di affrontare e reinterpretare questo nuovo soggetto. E come se questo non bastasse, la Fondazione Bracco, principale organizzatore della mostra, grazie a tecniche all’avanguardia è stata in grado di evidenziare differenze e affinità tra i diversi disegni preparatori dei vari artisti che operavano all’interno della bottega di Leonardo in un determinato periodo, quello della permanenza del maestro a Milano.

Il Poldi Pezzoli insegna

Quella del Poldi Pezzoli non sarà semplicemente una mostra, piuttosto una grande occasione per mostrare al pubblico di ogni età una tecnica molto importante, quella dell’attribuzione di un’opera d’arte. Ai visitatori verrà spiegato in che modo l’esame dei documenti di archivio, delle informazioni sulla provenienza collezionistica e sulla fortuna critica abbiano consentito di avanzare le più svariate ipotesi sulla provenienza dei dipinti.

I dati acquisiti dalle analisi scientifiche condotte sulle opere saranno presenti in mostra grazie ad un apparato multimediale di supporto, nonché pubblicati e consultabili, con libero accesso da parte di tutti gli utenti, anche sul sito internet del Museo Poldi Pezzoli e di Fondazione Bracco. Sarà inoltre organizzata una giornata di studi aperta a tutto il pubblico interessato, con interventi dei maggiori specialisti degli argomenti affrontati nella mostra. Un’occasione, quindi, anche per imparare: per tutta la durata della mostra saranno infatti organizzate attività didattiche, visite guidate per le famiglie e itinerari didattici per le scuole.

Ricordiamo che la mostra è visitabile tutti i giorni tranne il martedì, dalle 10:00 alle 18:00. In più, a partire da sabato 16 novembre l’apertura sarà prolungata tutti i sabati fino alle 21:00, con la possibilità di visite guidate gratuite.

 

di Giulia Rizzi

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