Ritratto di signora: intervista a Sveva Casati Modignani

5 dicembre 2017 • Interviews, Sommario

Libri tradotti in oltre 20 Paesi, oltre 12 milioni di copie vendute: in cifre, Sveva Casati Modignani è questo. La regina del romanzo femminile italiano contemporaneo, nata a Milano col nome di Bice Cairati, non è però solo questo; è una donna profondamente attaccata alle proprie radici, alla famiglia, e a valori eterni quali cultura, etica e rispetto per se stessi e gli altri. Una donna forte e curiosa, ma anche un’acuta osservatrice e una instancabile cantatrice di storie, che si è raccontata a Gilt Magazine.

Nel suo ultimo romanzo “Festa di Famiglia”, viene affrontato il tema della maternità dal punto di vista di una donna single e molto impegnata nel lavoro. In altri romanzi, come “Vaniglia e Cioccolato” oppure “Disperatamente Giulia”, questo aspetto è trattato dal punto di vista di madri in conflitto con figli adolescenti, o di donne la cui madre è una persona fragile. Donna e madre, come un connubio inscindibile. Può raccontarci come nascono questi personaggi?

La maternità è un elemento fondamentale nella vita di una donna, pertanto è molto presente nei miei personaggi. La maternità di Andreina, una delle protagoniste di “Festa di Famiglia”, è una maternità non “tradizionale”, essendo lei single e senza un compagno stabile, ma in quanto maternità, è un dono. Si ripercorrono le dinamiche vissute dalla madre di Andreina, a sua volta madre single e guida di sua figlia con il comandamento “mai avere un figlio, senza avere un marito”. Ma oggi non è più così, oggi una donna può decidere di essere madre alle sue condizioni, può decidere di amare quel figlio che porta in grembo. La maternità è sempre una benedizione, per me. Una vita che viene al mondo, cos’altro potrebbe essere? L’ispirazione me la offre il mondo in cui vivo, la società stessa. Io osservo molto, e da lì creo i miei personaggi.

Un battito d’ali” è la sua ultima biografia e la presenza di suo padre pervade ogni pagina: cos’è la famiglia, per lei, oggi?

La famiglia, per me, è il fondamento della società stessa, la base di tutto, il primo mattone su cui costruire la propria vita. E mi duole moltissimo vedere come questo elemento di straordinaria importanza sia costantemente trascurato dalla politica italiana. Oggi la famiglia è spesso retta dai nonni, dai genitori, perché i figli, purtroppo, non sono in grado di farcela da soli. Vorrei che la famiglia tornasse ad essere al centro della società, perché è un elemento imprescindibile. Per me, da sempre, è tutto.

La protagonista dei suoi romanzi è sempre e profondamente donna: fragile e forte allo stesso tempo, in conflitto con se stessa, capace di grandi passioni, lottatrice e sognatrice. Quanto c’è di lei nei suoi personaggi, e quanto c’è di loro in lei? C’è un personaggio a cui è particolarmente affezionata?

Sono affezionata a tutti i miei personaggi, provo affetto per ognuno di loro. E naturalmente, io mi rivedo in loro perché da donna scrivo di donne, non potrei fare diversamente. Racconto e ritraggo le donne di oggi, le donne del quotidiano, le donne in cui tutti noi possiamo identificarci. I conflitti, le passioni, i sogni, la forza e la fragilità, sono insiti in tutte noi. In ogni personaggio che ho delineato e raccontato, ci sono io, e in me è rimasto sempre qualcosa di loro.

I progetti per il futuro di Sveva Casati Modignani: quante storie ha ancora da raccontarci?

Vorrei concludere il mio nuovo romanzo entro la fine della prossima estate. Lavoro da due anni su questa nuova storia, che ho deciso di ambientare nel mondo operaio, un mondo diverso da quello dei romanzi che ho pubblicato finora, ma che mi incuriosisce molto e penso vada raccontato. La classe operaia, per lungo tempo, è stata la spina dorsale di questo Paese, e poi? Poi è stata messa da parte, abbandonata, in nome di scelte politiche discutibili. Da due anni, per realizzare questa nuova opera, mi sto documentando e trascorro molto tempo in fabbriche e stabilimenti, a stretto contatto con questo mondo, per fornire il ritratto più realistico possibile. Una volta, si diceva che “la classe operaia va in paradiso”: oggi, questo è quanto mai falso. Il mondo operaio, il tessuto produttivo del Paese, è stato tradito, e io voglio parlarne, voglio raccontarlo. La mia curiosità non mi lascerebbe mai tacere.

Sveva Casati Modignani e Milano: che rapporto ha con la sua città?

La mia “milanesità” ha radici che si perdono nel tempo, oserei dire che le sue origini affondano nel XV secolo. Milano è la mia casa da sempre, è la casa della mia famiglia, ma da tempo ormai fatico a riconoscerla. E’ come una donna bellissima, consapevole della sua bellezza, ma che ahimè dimostra tutti i suoi anni. Mi manca, spesso, la Milano della mia infanzia, la Milano che io conoscevo bene. Mi manca camminare per il centro e perdermi in qualche libreria; oggi, il centro è un luogo di grande bellezza commerciale, è un luogo “fashion”, che io non conosco più. Vorrei potermi perdere ancora in quegli angoli che riempivano la mia Milano di cultura, ma non ho mai smesso di vivere la mia città.

Ringraziamo Sveva Casati Modignani per la gentilezza e la disponibilità dimostrate, e ci auguriamo di vedere presto in libreria il suo nuovo lavoro!

di Martina Porzio

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