La storia dello stiletto, tra croci e delizie

8 Giugno 2020 • Gilt Wardrobe

Sottile e dalla punta a spillo, lo stiletto (o tacco a spillo) è l’alleato di ogni donna, complice quell’inconfondibile mix di design e seduzione senza tempo.

Sinonimo di femminilità

Catalizzatore di sguardi, sconfinata ossessione delle donne ed indiscusso capolavoro di design. Medio, alto o altissimo e battezzato con il nome di un pugnale, lo stiletto punta i riflettori sulla sensualità di ognuna, anche la più nascosta. Nativo europeo, venne concepito negli anni ’50 quando l’utilizzo dell’alluminio e dello stampaggio a iniezione rese possibile allungare e alzare i tacchi.

Femminile, sexy, audace ma non propriamente sinonimo di comodità con quell’altezza vertiginosa che spostava il peso sull’avampiede, rendendo la calzatura inadatta alla camminata. Ma dopo anni di sacrifici e privazioni, le donne furono finalmente pronte ad una moda che incarnasse nuovi ideali: sex appeal, status e lusso sconfinato.

Quei sinuosi tacchi alti rivendicavano quella femminilità ormai perduta, e lo stiletto diveniva il “capriccio” più desiderato di ogni aristocratica del tempo. D’altronde solo una donna con la mente lontana dal lavoro e dal sostentamento poteva trovare il tempo per indossare un paio di scarpe scomode.

Il tocco di Vivier e Ferragamo

Il New Look di Dior si dimostrò ben presto influente: le vite si strinsero, gli orli scesero, le gonne divennero ampie e i tacchi affusolati. Nel 1955 una sfera di strass amovibile illuminò la punta del tacco, che si assottigliò sino a divenire uno spillo. Fu la geniale visione di Roger Vivier per la maison Dior, che incarnò le caratteristiche dello stiletto di oggi.

Ma se Vivier ne fu il pioniere, accaparrandosi il soprannome di “Fabergè delle calzature”, fu Salvatore Ferragamo a conferirne la comodità. Lo stiletto Ferragamo conferì un nuovo equilibrio invece di ostacolarlo, e nel 1956, grazie a Marilyn Monroe, divenne status symbol. Il tacco a spillo Ferragamo esprimeva sicurezza in se stesse, successo e sensualità nell’andatura in ogni donna che lo indossava.

Una storia di amore e odio

Gli anni ’60 lasciarono il posto a modelli di stiletto più accessibili, e quella conclamata patina hollywoodiana lo rese un vero oggetto del desiderio. La controcultura degli anni ’70, però, ne provocò il declino, trovandoli scomodi e poco adatti al movimento. Ma ben presto il power dressing femminile degli anni ’80 li rese nuovamente indispensabili per affermare il successo e il potere della donna in carriera.

Ormai lo stiletto aveva conquistato il podio in termini di seduzione. Quella bizzarra struttura aveva il potere di allungare le gambe, spingere il busto in avanti e il fondoschiena all’indietro, accentuando la sensualità delle curve. Con gli anni ’90 il tacco a spillo divenne irrinunciabile evergreen, rimanendo sino ad oggi al fianco di ogni donna.

Da Manolo Blahnik a Jimmy Choo, sino alle fiammanti suole rosse di Christian Louboutin, con lo stiletto la moda non è mai stata così sensuale!

 

di Eleonora Formicola

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