Wild: dedicare del tempo per ritrovare se stessi

16 Luglio 2019 • cinezoom

Cheryl Strayed e la sua avventura nella natura, protagoniste del film Wild

Estate: tempo di relax e tranquillità. Tempo di vacanze per riservare al corpo e alla mente del sano e autentico ozio. Ma se conducessimo una vita a oziare in un certo modo, staccare la spina vorrebbe poter significare un’incredibile avventura nella natura. Questa è proprio la storia di Cheryl Strayed, protagonista del film Wild (2014) del regista Jean-Marc Vallée (“Dallas Buyers Club”).

Cheryl ha subito un grave lutto e il suo matrimonio è fallito proprio a causa di esso; la perdita di una persona importante ha portato la donna all’infedeltà e alla dipendenza da droghe. Come a cercare rifugio da un mondo che è crollato davanti ai propri occhi, Cheryl diventa apatica, spettatrice della propria esistenza che ormai non ha più importanza, come qualcuno che guarda un film sdraiato sul divano e, per quanto la storia possa non piacere, non può cambiarne le scene e, dunque, subisce passivamente.

Il film inizia con una svolta. Cheryl si sveglia dalla propria letargia e decide di partire per un’avventura incredibile: percorrere la Pacific Crest Trail, un sentiero lungo 4000 km che va dal Canada al Messico. Non è allenata e il percorso di trekking è difficoltoso, ma è proprio grazie a questa fatica che la donna può finalmente trovare la forza per ritornare a vivere.

Wild: un’autobiografia

Il film, la cui sceneggiatura è stata affidata a Nick Hornby, è tratto dalla biografia della stessa Strayed, “Wild – una storia selvaggia di avventura e rinascita”, uscita qualche anno prima e divenuta best-seller in breve tempo. Sembra che Reese Whiterspoon sia stata catturata dalla lettura di quest’opera e abbia così deciso di produrne un film e interpretare il ruolo della protagonista.

Ma che cosa ci insegna questo libro di memorie? Che per ritrovare noi stessi abbiamo bisogno di spingere i nostri limiti fisici al punto di rischiare di farci davvero male? Non necessariamente. Possiamo dedicarci all’arte dell’ozio, passare il nostro tempo libero a rilassarci, ma non dobbiamo mai farci assorbire dalla passività. L’obiettivo è sempre quello di essere protagonisti della propria vita, anche in vacanza. L’ozio come arte di sapersi prendere del tempo per sé, per ritrovare, in questo caso, il proprio io perduto.

 

di Maria Giulia Gatti

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