Julie&Julia: due donne, l’amore per il cibo e la determinazione

3 maggio 2017 • cinezoom

Il Food e la cucina. E poi ancora i food blogger, i cuochi amatoriali, il vegan world, lo slowfood, il biologico e tanto altro ancora! Eppure c’è una pellicola,  Julie&Julia, che quasi vuole anticipare la nostra realtà.

Negli anni ‘60 infatti, Julia Child (Maryl Streep) rappresenta il prototipo di una donna rivoluzionaria che stravolse gli Stati Uniti di McCarthy, caparbia e con un amore sconfinato per il cibo tanto che divenne il suo mestiere, trasformandola in un personaggio noto nella TV americana e stravolgendo così la sua vita e quella di milioni di casalinghe.

Julie Powell (Amy Adams), invece, è una scrittrice mancata che adora cucinare; dolce, ipersensibile e insoddisfatta del suo lavoro, decide di lanciarsi in una sfida “virtuale”: proverà a realizzare 524 ricette di Julia in 365 giorni attraverso un blog.

La bellezza di questa pellicola sta nella sua veridicità, nel raccontare due storie non parallele (sono infatti ben cinquanta gli anni di distanza) ma con tanti punti comuni; primo tra questi l’amore per la cucina.

Le protagoniste si riflettono, si somigliano, s’incrociano, e l’attenzione rimane costante sulla cucina con immagini sensuali e irresistibili che coinvolgono i nostri occhi di spettatore, ma che al tempo stesso sono da guida per comprendere le due donne.

Tra una ricetta e l’altra si nascondono gli ingredienti segreti, e si denota che entrambe le protagoniste si affacciano ai fornelli per evadere e fuggire dalle problematiche legate alla vita quotidiana.

Due storie vere che potremmo riportare nella nostra realtà attuale, dove sui tanti canali social abbiamo conosciuto – e continuiamo a conoscere – storie di uomini e donne che hanno tramutato la loro passione per il cibo in un vero lavoro, a volte rischiando carriere assicurate per far fronte ad una strada oscura, ma senza dubbio felice.

Proprio come ci insegna Julie, che ha seguito il modello di una donna forte e coraggiosa per ottenere e raggiungere il suo sogno. Perché senza coraggio, senza emozione e senza determinazione non conosceremmo storie così belle.

di Chiara Marrapodi

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