Eileen Gray, il genio del Modernismo e la forza del Femminismo

3 aprile 2017 • cinezoom

Design è uno di quei vocaboli intriso di nomi da ricordare, ma soprattutto di quello di una tra le donne più importanti del Novecento; la protagonista di The Price of Desire (Il prezzo del desiderio): Eileen Gray.

E1027 è il nome della famosa villa ‘au bord de la mer’ e l’enigma su cui si fonda la pellicola; due storie che s’intrecciano, due versioni della stessa vicenda che non corrispondono. In realtà, Eileen Gray (Orla Brady) la progettò per il suo lui, Jean Badovici (Francesco Scianna), da cui ne deriva il nome in codice: E sta per Eileen, 10 per la J, 2 è la B di Badovici, 7 la G di Gray.

Eileen lavorò al progetto, seguì il cantiere per oltre tre anni, studiò i dettagli, i percorsi, l’esposizione, la vista ideale, disegnò gli arredi e gli interni. Jean, suo amante e redattore della rivista Architecture Vivante, invitò Le Corbusier (Vincent Pérez) a soggiornare alla villa.

È qui che l’architetto decise di dipingere sui muri della casa otto murales che ironizzavano sulla bisessualità di Eileen e sulla natura del suo rapporto con l’amante. Lei lo definì “un atto vandalico”. Fu proprio questo il motivo scatenante del mancato riconoscimento della Grey come unica progettista, e il film è l’occasione per ristabilire la verità sulla paternità dell’opera e su una vicenda storica dai contorni drammatici.

The Price of Desire, indaga la mente e il cuore della donna/artista; un percorso profondo dal quale ne esce il ritratto di una professionista con una dedizione infinita per il lavoro, una grande integrità artistica e un’inesauribile energia tanto da definirla la Madre del Modernismo europeo.

di Chiara Marrapodi

[ssba]

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