Nuovo Cinema Paradiso. Il cinema che sa celebrare se stesso

2 settembre 2017 • cinezoom

Il 1988 e il 2017. Due date che accomunano tutto e niente. Due secoli diversi che si tramandano però l’arte del Cinema. Raccontarlo è difficile, intrinseco di dettagli piccoli e grandi, ma forse l’unica risposta che potremmo trovare all’eventuale domanda del tempo “cosa rappresenta il cinema nelle persone?” sarebbe solo una: la verità.

Il 1988 è sicuramente l’anno del film. Quel film di cui ancora oggi le vecchie generazioni non riescono a dimenticare e le nuove, hanno fame di conoscere.  Giuseppe Tornatore, che sa raccontare. Nuovo Cinema Paradiso. Un film stranissimo, se dovessimo descriverlo in parole povere, che ancora oggi suscita nel pubblico entusiasmo e passione. Un’opera che fa di testa sua, ma da cui si riesce sempre ad evincere un qualcosa di magico.

E’ il cinema che celebra se stesso, il cinema che faceva sognare un popolo dopo la miseria della Seconda Guerra Mondiale. E’ la storia di Salvatore, del suo paese Ciancaldo, del suo amore Elena, di una piccola sala cinematografica e di una profonda amicizia, quella con Alfredo, che segnerà le tappe della sua crescita.

Un piccolo mondo che si scontra con i sogni, con la voglia di emergere e di crearsi qualcosa di migliore, ma con il limite di rimanere sempre legato alle origini, al Sud, a quell’aria così lenta – a tratti asfissiante – che si vorrebbe poter dimenticare. Salvatore però ha avuto il coraggio di cercare fortuna altrove, e dopo lunghi anni si ritrova un uomo affermato che aveva perso il ricordo della sua terra e che, “grazie” ad Alfredo, è costretto a tornarci.

Ed è proprio questo ritorno a far riaffiorare la bellezza delle piccole cose, dei ricordi che niente sono, se non la bellezza del brivido nostalgico dell’aver vissuto davvero (e spesse volte) il brivido e la felicità. In quei luoghi, con quelle persone che faranno sempre parte del tuo cammino e che scoprirai di non aver dimenticato, di non poter dimenticare.

Dopo 25 anni, Salvatore non ha nulla di diverso da noi. Ecco dunque il motivo per cui siamo così ammaliati e affascinati dalla sua storia, da una pellicola che come poche nel corso degli anni ha segnato l’arte del Cinema, trasmettendo un unico valore: la realtà.

Perchè per quanto un film possa sembrarci finzione, altro non è che la profonda verità che ci cela dietro i nostri occhi. E’ la paura di affrontare la verità della vita, ma l’emozione costante di sapere che c’è, e che ci rende così vivi. Il cinema rende vivi.

di Chiara Marrapodi

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