Big Eyes: i grandi occhi di Margaret Keane

9 Marzo 2020 • cinezoom

Margaret Keane e i suoi occhi grandi

I soggetti dei dipinti di Margaret Keane danno, al primo sguardo, un sentimento di grande tenerezza; sono bambine, quindi è normale provare una certa dolcezza nei loro confronti. Ma sono giovani dai grandi occhi, sproporzionati rispetto al viso, e se li osservi a lungo ti donano un forte senso di smarrimento e inquietudine. D’altronde si dice che gli occhi siano lo specchio dell’anima; nei quadri di Margaret Keane sembra proprio di vedere tutto questo.

Ed è così che Tim Burton, regista famoso per le sue fiabe gotiche con protagonisti emarginati e soli, ha deciso di dirigere un film sulla storia di questa pittrice e del marito, a cui per anni è stata attribuita la paternità dei quadri. Nel 2014 esce dunque Big Eyes. Siamo nel 1958 e Margaret (Amy Adams) scappa con la figlia Jane dalla casa del marito per trovare rifugio a San Francisco.

Qui conosce Walter Keane (Christoph Waltz), con cui presto si sposerà. Anche Walter è un artista, ma le sue opere non ricevono lo stesso riconoscimento di quelle di Margaret; quindi, dato che la maggior parte sono firmate con il cognome Keane, se ne prende il merito, portando gradualmente alla fine della sua relazione con la moglie, stufa delle bugie e dal carattere dell’uomo troppo diverso dal proprio.

Big Eyes: le donne, l’arte e gli anni Sessanta

Margaret Keane, la vera e quella del film, è una donna anticonvenzionale; un’artista che dipinge con uno stile preciso e inconfondibile: giganteschi occhi sui visi fanciulleschi di bambine che assomigliano spesso a sua figlia Jane. È una donna che non vuole sottostare alle regole che la società del tempo vuole per lei; che non riesce ad accettare del tutto il fatto che i suoi quadri vendano così bene perché l’autore è ritenuto Walter e non lei.

Un’artista a 360 gradi, nella vita come nel lavoro. I suoi dipinti come opere di un’incredibile e solo apparente semplicità. Perché quegli occhi così grandi sono lo specchio dell’anima, del carattere di chi li porta. Un’indagine sulla donna, sulla pittrice, sulla ribellione e sulla malinconia. Sugli occhi che dipingono altri occhi, grandissimi.

 

di Maria Giulia Gatti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *