Basquiat: l’arte della vita

4 Marzo 2019 • cinezoom

Jean-Michel Basquiat, artista talentuoso e tormentato

È una storia già nota, la sua. Il racconto di un’artista che lascia troppo presto questo mondo. Un fatto triste e inspiegabile, che accomuna Jean-Michel Basquiat a numerosi colleghi del mondo della musica e dell’arte visiva; Jim Morrison, Janis Joplin, Jimi Hendrix, Keith Haring sono solo alcuni dei nomi di giovani talentuosi che hanno vissuto in un modo così intenso la propria vita da non arrivare a goderne i frutti.

Così, anche Jean-Michel Basquiat, l’artista che raccontava l’Africa ai cittadini di New York. Il film a lui dedicato, “Basquiat” (1996) del regista Julian Schnabel, inizia nel 1981. Disagiato e senza fissa dimora, il giovane Jean-Michel esprime il suo amore per il disegno attraverso i graffiti; un giorno mostra le sue opere al maestro della Pop Art Andy Warhol, che lo guida sulla strada del successo. Intorno a lui girano diversi personaggi, ma Gina, una cameriera con cui intraprende un’importante relazione, rimane la persona più costante della sua breve vita.

Il regista Julian Schnabel: il racconto di un artista fatto da un artista

A detta della critica, il film, più che il ritratto verosimile di Jean-Michel Basquiat, appare l’immagine che il regista Julian Schnabel avesse di uno dei più grandi esponenti del graffitismo americano. D’altronde, che cosa ci si può aspettare da un artista che racconta la vita di un altro artista? Schnabel, anche lui pittore neo-espressionista, dona la sua personale interpretazione del genio di Basquiat e lo racconta anche attraverso un cast eccezionale, che sicuramente aiuta il film a superare la sua mediocrità: Jeffrey Wright nei panni del protagonista (“Angels in America”, “The Manchurian Candidate”, la trilogia di “Hunger Games”, la serie tv “Westworld”), Michael Wincott (“Il corvo”, “Alien”), Benicio Del Toro (“21 grammi”, “Che – Guerriglia”, “Che – L’argentino”), Claire Forlani (“Vi presento Joe Black”, la serie “CSI: New York”), David Bowie, che nel film interpreta Andy Warhol, Dennis Hopper (“Gioventù bruciata”, “Easy rider”), Gary Oldman (saga di Harry Potter, trilogia del Cavaliere oscuro), Christopher Walken (“Batman – il ritorno”, “Pulp fiction”, “Il mistero di Sleepy Hollow”), Willem Dafoe (“Platoon”, “Spider-man”, “Van Gogh – Sulla soglia dell’eternità”), per elencarne solo alcuni.

Con un tocco personale, dunque, e l’aiuto di attori straordinari, Julian Schnabel ci accompagna nel suo immaginario Basquiat, proprio come se ci raccontasse l’ispirazione dietro a una sua opera d’arte. E se citiamo altri film diretti dal pittore, quali “Prima che sia notte”, “Lo scafandro e la farfalla” e “Van Gogh – Sulla soglia dell’eternità”, il risultato di questo racconto è davvero coinvolgente, proprio come un dipinto d’autore.

 

di Maria Giulia Gatti

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