Amadeus: musica, maestro!

2 Novembre 2020 • cinezoom

Amadeus: la rivalità mai accertata tra Mozart e Salieri

Una rivalità, storicamente mai accertata, tra Mozart e Salieri: questo il cuore di Amadeus, film del 1984, diretto da Miloš Forman. O almeno così sembra. La verità è che al centro di un cult cinematografico come questo c’è il genio e la musica che lo guida. Il racconto inizia anni dopo la morte del compositore Wolfgang Amadeus Mozart e a narrarlo è Antonio Salieri, grande musicista alla corte dell’imperatore Giuseppe II d’Asburgo, che si sente colpevole per la morte del giovane e talentuoso Amadeus.

Salieri ha tentato il suicidio; chiede perdono all’anima del suo rivale, mentre viene rinchiuso in manicomio e si confessa a un prete, in modo da liberarsi dai propri tormenti. Vengono ripercorsi così gli anni della conoscenza tra i due compositori; l’invidia e il disprezzo di Salieri si contrappone al genio irrequieto di Mozart. Sullo sfondo le arie emozionanti delle opere di quest’ultimo, come “Il ratto dal serraglio”, “Le nozze di Figaro”, “Don Giovanni” e ”Il flauto magico”.

“Questo era Mozart: Wolfgang Amadeus Mozart”

Con questa frase Salieri inizia il suo racconto, in cui notiamo la dualità del proprio animo; devoto a Dio, incantato dal talento di Amadeus, ma allo stesso tempo inorridito dalla volgarità del suo rivale, che non ritiene degno di tale dono divino. Mozart, però, era così. Dotato di un incredibile estro musicale fin da bambino, un prodigio che, come spesso accade, come una fiamma brucia e scalda intensamente, ma poi si consuma con la stessa velocità. Tormentato dai suoi demoni e dalla sua stessa genialità, cade vittima dei propri vizi.

La pellicola è tratta dall’omonima opera teatrale di Peter Shaffer e interpreta liberamente la vita del compositore di Salisburgo; nonostante il romanzesco antagonismo alla base della storia, il film riesce a mostrare la straordinarietà e unicità di questo compositore, che tanto ha influenzato la musica della sua epoca. E un’opera con tale protagonista non poteva che raccogliere numerosi premi, tra cui 8 Oscar, 4 Golden Globe, 4 BAFTA e 3 David di Donatello. Un film, dunque, ricercato e apprezzato, con al centro un uomo, o meglio due, in cerca di ammirazione, che sia su questa terra o nell’universo, non conosce spazio, né tempo.

 

di Maria Giulia Gatti

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